Posizionamento su google: la guida completa all’ottimizzazione SEO per un perfetto posizionamento

Ti sei mai chiesto quante ricerche vengono effettuate ogni giorno su Google? La risposta a questa domanda la da direttamente il colosso Californiano annunciando un trend di crescita costante delle ricerche da parte della popolazione mondiale. Si prevede che entro il 2021 più del 50% degli utenti che accederanno ad Internet faranno delle ricerche tramite i motori di ricerca e le ricerche da dispositivi mobile hanno di molto superato quelle desktop. Detto ciò la SEO e il posizionamento su Google e sugli altri motori di ricerca diventa fondamentale e strategico per tutte le aziende e i professionisti che intendano trovare nuovi clienti online sfruttando i motori di ricerca. Essere presenti nelle SERP (Search Engine Result Page) di Google significa crearsi delle opportunità dove trovare potenziali clienti del tuo prodotto o servizio.

Trend di crescita delle ricerche fatte degli utenti nei motori di ricerca
Trend di crescita delle ricerche fatte degli utenti nei motori di ricerca

Di seguito troverai una lista di cose da fare ogni volta che devi mettere online o progettare un nuovo sito web con l’obiettivo di intercettare le ricerche di nuovi clienti potenziali ed avere una buona ottimizzazione SEO. Una vera e propria guida su come ottimizzare un sito SEO.

Chiaramente raggiungere un buon posizionamento del sito su Google, Bing, Yahoo!, Virgilio e gli altri Search Engines non è una cosa semplice ma seguendo i nostri consigli ti metteremo sulla strada giusta

  1. Intento degli utenti
  2. Chi sono i tuoi competitor
  3. Analisi SEO Keywords
  4. Indicizzazione
  5. Title e Meta Description
  6. Contenuti di qualità:Immagini e Video
  7. Autorevolezza, Rilevanza e Fiducia
  8. Dati Strutturati (schema.org rich snippet)
  9. Performance

1 – Intento degli utenti: capire cosa vogliono davvero i tuoi potenziali clienti

Il primo step da compiere per conoscere il processo di conversione (visite,lead,acquisto) dei nostri potenziali clienti è quello di studiare le parole che cercano nei motori. Il risultato di una query su Google, ovvero il risultato di un intento di ricerca è la cosa realmente importante. Osservare le SERP diventa fondamentale per:

Scoprire lo user intent

L’intento di ricerca degli utenti e quindi fornire loro ciò che si aspettano di trovare Il tipo di contenuto che meglio risponde alle loro domande: testo, video, immagini, infografiche.

Mettere in luce le lacune dei tuoi competitor

Scopri cosa i tuoi concorrenti non stanno facendo, dove non sono completi e cerca di colmare queste lacune con i tuoi contenuti. Saranno i tuoi plus a differenziarti dalla concorrenza, a posizionarti sul mercato e a scalare le posizioni migliori su Google.

Cosa vuole Google

Sulla base delle analisi delle pagine dei risultati puoi sapere cosa vuole Google e come vuole presentarlo ai suoi utenti.

2 – Chi sono i tuoi competitor:

Per distinguerti ed emergere devi innanzitutto lavorare sul posizionamento di mercato. Nel mondo della SEO il mercato è composto dai competitor organici, ossia tutti i siti web che si posizionano per chiavi in comune con il nostro dominio.

Per scoprire quali sono i competitor organici potresti usare il tool analisi di dominio di SEMrush, uno strumento molto potente capace di darti delle indicazioni molto importanti.

Analisi seo dei competitor organici con SEMrush tool
Analisi seo dei competitor organici con SEMrush tool

Questo tipo di studio non fa emergere solo potenziali partner e interlocutori da tenere in considerazione per le attività di posizionamento, ma mette in evidenza le diverse intenzioni di risposta di Google per le keyword stesse.

Lo spunto qui è sviluppare i contenuti e le pagine stesse del tuo sito web tenendo conto dell’eventuale variabilità delle tematiche e dei modelli di business trattati altrove, rispetto ai quali Google offre comunque rilevanza in termini di posizionamento.

Per capirci, se il tuo sito web offre pacchetti turistici in Sicilia e tra i siti web concorrenti risultano diversi travel blog, allora l’idea di ospitare a tua volta un blog interno sarà allineata con ciò che Google si aspetta di trovare.

3 – Analisi SEO keyword

Le keywords, nel mondo della SEO, presentano diversi significati. In primo luogo, lato utente, le keywords di ricerca (o query) rappresentano l’insieme delle combinazioni di parole che gli utenti scrivono nella barra di ricerca di Google mentre cercano informazioni su di un particolare argomento, prodotto o servizio.

Attraverso le keywords, quindi, l’utente fa delle specifiche richieste/domande al motore di ricerca, con l’obiettivo di trovare ciò che sta cercando.

Ricerca su google keyword long tail
Ricerca su google keyword long tail

In secondo luogo, le keywords rappresentano la base fondante di tutti i contenuti del nostro sito. Una strategia di Content Marketing di successo, infatti, si basa sulla scelta delle migliori parole chiave; ovvero quelle che, posizionandosi, aumenteranno il traffico e porteranno utenti in target al nostro sito.

L’obiettivo del tuo sito è quello del posizionamento sui motori per intercettare le ricerche dei tuoi clienti potenziali. Per farlo devi analizzare ciò che questi cercano online su e come lo cercano.

Nel corso degli anni il concetto di keyword, in ambito SEO, ha cambiato significato. Da semplice parola chiave, utilizzata singolarmente e completamente slegata dal resto del contenuto, si è passati ad un concetto ben più ampio e più moderno. Un tempo, ad esempio, i motori di ricerca avevano difficoltà anche a riconoscere il singolare ed il plurale di una parola.

Al fine di assicurare all’utente una migliore esperienza di ricerca, quindi, i motori di ricerca (Google in primis) hanno sviluppato tecnologie in grado di interpretare l’intenzione di ricerca dell’utente e comprendere il significato (semantica) delle parole.

Oggi, infatti, non è più importante ripetere all’infinito un’unica keyword, bensì risulta fondamentale la relazione tra tutte le parole. La scelta di parole chiave in target e la stesura di contenuti di qualità, quindi, permettono a Google di capire il tema che stiamo trattando, indicizzarlo e proporlo all’utente interessato a quell’argomento specifico. Si parla allora di long tail e quindi Long Tailed Keywords (keyword a cosa lunga).

  • bassa competizione nicchia di mercato
  • numero di ricerche ridotto
  • alto tasso di conversione
  • l’utente sa cosa vuole
SEO long tail keyword
SEO long tail keyword

A livello operativo gli step da fare sono i seguenti:

  • individuazione della parola chiave principale
  • individuazione di sinonimi e correlati
  • realizzazione del cluster esteso di keywords
  • strategia di content marketing

Gli strumenti da usare in questa fase possono essere usati come keyword planner:

  • SEMrush, con cui studiare keyword correlate e secondarie
  • Strumento per l’analisi delle parole chiave di Google AdWords
  • keyword.io per avere un ventaglio ampio di query cercate dagli utenti

Tutti questi strumenti risultano inutili se non stiliamo prima un elenco di parole che identificano categorie di prodotti/servizi e problemi che i nostri prodotti/servizi risolvono. L’obiettivo di questa analisi è comprendere le buyer personas della tua azienda.

4 – Indicizzazione: rendi il tuo sito Google friendly

Per far si che il tuo sito appaia tra i primi risultati nelle serp di Google occorre che le sue pagine vengano inserite nell’indice del motore di ricerca. Per fare ciò dobbiamo capire il funzionamento di Google ed eliminare ogni possibile ostacolo che possa impedire a Google Bot di fare una scansione completa del tuo sito.

Le attività da fare in questa fase sono le seguenti:

  1. Configurare la Google Search Console: Uno strumento gratuito messo a disposizione di Google per comunicare al motore di ricerca le evoluzioni della struttura del sito.
  2. Impostare il file robots.txt: Con il file robots.txt è possibile inibire l’accesso dello spider di Google a tutto il sito o a qualche sezione.
  3. Controllare se c’è un blocco tramite meta tag “noindex”: Con il meta tag “noindex” è possibile disattivare l’indicizzazione anche solo di qualche pagina del sito.
  4. Analizzare se ci sono directory protette da password sul server: Con il blocco da password è possibile evitare di indicizzare e di leggere anche solo una parte di una pagina.
  5. Impostare la sitemap: Per ottimizzare e velocizzare la scansione di tutte le pagine del sito e comunicare in maniera diretta al motore di ricerca cosa deve scansionare.

5 – Title e description: il tuo principale biglietto da visita

Le meta informazioni delle pagine che compongono il tuo sito sono a tutti gli effetti un vero e proprio biglietto da visita della tua azienda/servizio. Rappresentano il primo punto di contatto con gli utenti che stanno cercando il tuo prodotto/servizio e sono lo spazio virtuale dove domanda e offerta si incontrano.

In questa fase viene fatto lo step fondamentale per il SEO e posizionamento. La scelta e la creazione di un tag title e una meta description che convincano l’utente che quello snippet è la soluzione migliore al suo problema.

L’utente che ha appena fatto ricerca su Google si trova di fronte a una decina di risultati più o meno convincenti. Quindi sta a te rendere il tuo snippet accattivante, in modo che l’utente guardandolo e poi leggendolo si convinca del fatto che è proprio quello che gli serve e clicchi il risultato.

Se poi vuoi raggiungere il massimo della visibilità su Google e di conseguenza avere la maggiore probabilità di essere “cliccato” devi puntare alla cosiddetta posizione zeresima ovvero allo snippet in primo piano.

Ma come devono essere ottimizzati il Title e la Meta description per massimizzare le performance?

Il title è la parte più importante, in quanto il motore di ricerca “pesca” le informazioni proprio da lì per il posizionamento della pagina. Perciò, deve contenere le parole chiave con le quali desiderate che il vostro sito venga trovato. Dev’essere una frase di senso compiuto, non un insieme di keywords slegato. E ovviamente è inutile che ne comprenda troppe, per i motivi di spazio elencati sopra. In sintesi i criteri per scrivere un buon title SEO:

  • Descrittivo della pagina
  • Contenere le keyword pertinenti la pagina
  • Compatto: Google mostra titoli di circa 50-60 caratteri (o al massimo di 600 px)
  • Destare curiosità e interesse ed essere persuasivo
  • Presenza delle parole chiave di riferimento
  • Frase di senso compiuto: no agli ammassi di keywords
  • Unico rispetto alle altre pagine del sito (evitare duplicati)

La description, invece, non incide sul posizionamento. Il suo ruolo è persuasivo, deve convincere l’utente a cliccare sul vostro sito piuttosto che su quello dei competitor. Quindi, oltre a descrivere il contenuto della pagina, un pizzico di creatività non guasta. In sintesi:

  • Breve e pertinente descrizione del contenuto della pagina
  • Massimo 160 caratteri
  • Linguaggio persuasivo
  • Unica rispetto alle altre pagine del sito (evitare duplicati)

Inoltre ricorda che nello snippet anche l’URL è molto importante. Progettare delle URL parlanti che contengano la parola chiave principale è fondamentale, nella nostra guida su come strutturare le url del tuo sito potrai trovare degli spunti interessanti.

Il migliore strumento per ottimizzare le meta informazioni del tuo sito/blog in WordPress è sicuramente SEO Yoast che ti suggerisco di installare subito sul tuo sito.

6 – Contenuti di qualità: SEO delle immagini e dei video

Quando cerchi qualcosa su Google, quante sono le volte che passi rapidamente sulla tab immagini? Per tantissime tipologie di servizi e prodotti il passaggio alla ricerca per immagini diventa naturale e risulta molto più rapido ed efficace.

Se l’utente sta cercando ad esempio un capo di abbigliamento o un ristorante con molta probabilità si sposterà tra le immagini proposte da Google proprio perché vuole vedere rapidamente un’immagine del prodotto/servizio che sta cercando. E’ proprio questo il motivo per cui puntare anche ad ottimizzare le immagini per il SEO.

Ma cosa dovrai fare di preciso?

Principalmente occorre gestire 5 componenti html delle immagini, in ordine di importanza per l’ottimizzazione delle immagini devo:

  • Testo alternativo (o attributo alt tag): Il tag alt è un elemento html che aiuta il motore di ricerca a identificare e catalogare un’immagine, grazie alla presenza di una o più keyword ed è il più importante fattore di ranking per le immagini.
  • Nome dell’immagine: Gestire il nome del file che sarà la parte finale dell’url dell’attributo img src. Se possibile inserire la keyword principale nel nome dell’immagine.
  • Titolo: Serve per dare indicazioni al lettore ed apparirà quando l’utente si ferma per qualche secondo sopra l’immagine. Lo potrai utilizzare come Call To Action. Non è influente ai fini del ranking.
  • Didascalia: La didascalia è uno strumento per aiutare il lettore a comprendere meglio un’immagine.
  • Descrizione: Utilizzare stesso testo della didascalia. Non è influente ai fini del ranking.

Oltre al SEO delle immagini, l’ottimizzazione per i motori prevede anche l’uso dei video e già da un pò di tempo Google e gli altri motori di ricerca lo hanno decretato come importante fattore di ranking , anche più forte delle immagini.

I video fanno parte dei cosiddetti Engagement Object, ossia elementi multimediali inseribili in un sito web con cui gli utenti possono interagire. La presenza di video nel tuo sito lo rende molto importante agli occhi dei motori di ricerca ed è quindi molto influente per la SEO del tuo sito web.

Inoltre la presenza di un video di qualità all’interno di una pagina web porta altri numerosi vantaggi che migliorano la user experience del tuo sito.

  • Aumento di tempo di permanenza sulla pagina, con relativa diminuzione della frequenza di rimbalzo e miglioramento dell’impatto grafico.
  • Maggiore facilità di condivisione sui Social Media, con potenzialità di diventare virale.
  • Presenza nella Serp dedicata ai video.
  • Maggiore attrazione del cliente tramite una strategia di Visual Storytelling.

7 – Autorevolezza, Rilevanza e Fiducia

L’obiettivo dei motori di ricerca e quindi anche di Google è quello di produrre un elenco di risultati che soddisfino al meglio le richieste fatte dagli utenti. Le persone cercano delle risposte e queste devono provenire da fonti autorevoli.

Authority

L’ Autorevolezza di un sito è legata alla sua capacità di soddisfare le richieste che vengono fatte dagli utenti attraverso i motori di ricerca. Un sito web è autorevole per un determinato argomento se le pagine che lo compongono secondo Google hanno una maggiore autorevolezza per quell’argomento. L’autorevolezza ha a che vedere con i segnali provenienti dall’esterno, vale a dire link e menzioni, quindi segnali forti e deboli, che rappresentano voti di fiducia verso il tuo sito.

Relevance

La Rilevanza è invece connessa ai contenuti del sito, sei rilevante quando da un lato il tuo testo sviluppa per bene tutti i topic direttamente collegati all’argomento che tratti e dall’altro, quando hai un buon numero di articoli correlati a mezzo link che sviluppano approfondimenti a loro volta direttamente collegati al contenuto in esame.

Come i motori di ricerca valutano l’autorevolezza e la rilevanza?

I motori di ricerca utilizzano centinaia di fattori per valutare l’autorevolezza e la rilevanza delle pagine web, che possiamo però ridurre a 2 categorie:

  • Contenuto (Rilevanza)
  • Links (Autorevolezza)

Per prima cosa un motore di ricerca deve leggere e analizzare il contenuto ed altre caratteristiche nella pagina, in modo che possa associarla ad uno specifico argomento. Dopo averne compreso il contenuto aggiungerà la pagina al suo indice. Il passaggio successivo sarà quello di analizzare quei segnali esterni (backlinks) che aiuteranno a validare e valutare il livello di autorevolezza della pagina per quel dato argomento.

Trust

Il concetto di Trust (Fiducia) è invece collegato ai vari fatto di Engagement di una determinata pagina:

  • quanto tempo trascorrono i navigatori sulle pagine del tuo sito?
  • Gli utenti “atterrano ” sul tuo sito ma poi escono velocemente ? (frequenza di rimbalzo). La rapida uscita di un utente da una pagina del tuo sito web può essere interpretata come un segnale di abbandono a causa di un contenuto giudicato poco utile.
  • Al contrario, gli utenti rimangono relativamente più a lungo sulle pagine del tuo sito, rispetto ad altri siti concorrenti che trattano argomenti simili al tuo? il “time on site” o “long click” è un’altro fattore importante per valutare la bontà dei contenuti.
  • Anche i commenti “social” così come i “mi piace” possono essere un altro fattore importante che può determinare la quantità e la qualità del coinvolgimento degli utenti.

8 – Dati Strutturati (schema.org rich snippet)

Ci sono alcuni settori di business nei quali l’uso dei rich snippet non solo è possibile ma addirittura è fortemente consigliato da Google. L’obiettivo è sempre quello di distinguersi tra la miriade di risultati possibili, non solo con le giuste keywords ma anche con una grafica che stacchi e che risalti rispetto agli altri.

Un Rich Snippet non è altro che uno snippet con un quid in più: indicatori di valore, video, immagini o altre informazioni supplementari. Queste informazioni aggiuntive vengono prese da Google se le rendi disponibili con un formato di markup – come microdati e microformati dell’HTML 5 – per contrassegnare o taggare alcune informazioni delle tue pagine web. Una volta riconosciuti come tali, Google li interpreterà e li renderà disponibili a tutti gli utenti.

I rich snippet si usano soprattutto nel settore delle ricette da cucina, nel travel, nelle prenotazioni aeree e in tutti quegli ambiti nei quali ci è consentito dare delle valutazioni/recensioni a prodotti/servizi. Per ottenerli dobbiamo sfruttare il sistema di markup dei dati schema.org, il favorito da Google. Per capire come fare ti suggerisco di leggere la guida di Google.

9 – Performance: rendi il sito rapido, accattivante e sicuro

La velocità, le performance e i tempi di risposta del tuo sito sono un fattore di ranking ormai noto. Ma è facile capirlo anche se non si è degli esperti di digital marketing. Un sito che si apre in una manciata di secondi (massimo 2) è sicuramente più attraente di un altro sito che impiega più di 4 o 5 secondi per il caricamento. Il nostro consiglio è di investire su:

  • velocità e performance
  • visual accattivante e usabilità
  • mobile friendly
  • sicurezza tramite il protocollo HTTPS

I siti che si posizionano meglio su Google sono quelli che si aprono più rapidamente, che hanno una grafica accattivante e che metta in risalto le parti più importanti del sito. L’usabilità è un fattore importante per il tempo di permanenza dell’utente sul sito, soprattutto quando questo si sente a suo agio durante la navigazione.

Per giunta, oggi la gran parte delle ricerche avviene dagli smartphone, quindi ti consiglio di rendere il tuo sito mobile friendly usando la tecnologia responsive. Google pretende che un sito sia anche sicuro e quindi, se non l’hai ancora fatto, considera il passaggio al protocollo https.

In conclusione

In questa guida abbiamo parlato di tutte le componenti fondamentali di cui dovrai occuparti per ottenere degli ottimi risultati dal punto di vista SEO, ma non dimenticarti un aspetto molto importante. Google e gli altri motori di ricerca è solo uno strumento al tuo servizio, non è la strategia. Anche Facebook e AdWords sono solo strumenti. Se vuoi maggiori informazioni relative ad AdWords leggi la nostra seo e sem guida avanzata al web marketing.

Studia il processo di acquisto dei tuoi potenziali clienti e sulla base di questo sviluppa un piano di azione mirato. La strategia di web marketing deve fondarsi sul customer journey e solo con una buona strategia di marketing saprai se hai bisogno di Google e/o di SEO e/o di di AdWords e/o di SMO social media optimization e/o di DEM e/o di un blog e/o di content marketing.

Proprio per questo ti proponiamo una preziosa lista dei migliori SEO tools gratis (free, freemium e free trial) che possono aiutarti nel processo di ottimizzazione SEO.

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